1. “La selezione naturale non è una nozione mistica, come tendono invece a definirla i neodarwinisti”
  2. “I cultori dell’evoluzionismo come Daniel Dennett e Richard Dawkins hanno fatto dell’evoluzione una nozione astratta. Preferisco parlare di evoluzione con i miei amici biologi e chimici”
  3. “Oggi sappiamo che ci fu una evoluzione, e questo è un fatto, ma non è lo stesso che dire ‘perché’ questa evoluzione abbia avuto luogo”
  4. “La domanda deve essere posta sul ‘come’, mentre il ‘perché’ non appartiene alla scienza, ma alla religione. I neodarwinisti vogliono invece creare significato. Per questo non dobbiamo porre domande troppo grandi sull’evoluzione”.
  5. Ho aperto la mia mente su queste domande. Ho realizzato che l’ambiente non è qualcosa di fisso e che non c’è una evoluzione verso l’adattamento”
  6. “L’ambiente si costruisce. Per questo ho criticato il determinismo genetico. I geni non fanno un organismo, non puoi predire l’evoluzione di un organismo a partire dal DNA. Devi tenere conto anche dell’ambiente”
  7. “C’è una costante interazione fra interno ed esterno. Il fatto che un organismo è il risultato di esterno e interno finisce con il modificare anche la comprensione dell’evoluzione. Il riduzionismo è invece semplicistico su queste materie. E’ un non senso”
  8. “Il premio Nobel James Watson ad esempio non ha capito nulla sull’ambiente, ma pensa che siano i geni a determinare tutto. Ha persino detto che da una sequenza del DNA sarebbe in grado di ricondurre a un organismo. Nella stampa e nell’opinione pubblica questa è una idea del tutto dominante e maggioritaria”
  9. “In medicina c’è la tentazione di ricondurre le malattie ai soli geni. Il progetto Genoma Umano a mio avviso è stata una completa perdita di tempo”.
  10. “Per capire meglio la natura umana, preferisco leggere i libri di Lev Tolstoj”  (da un’intervista a Richard Lewontin del 4-2010)  (nella foto Il Peccato originale di Pieter Paul Rubens, 1617)