Nascita dello sport moderno

Nascita dello sport moderno

La nascita dello sport moderno avviene nella società industriale di fine Ottocento. La lenta scomparsa del mondo contadino e il progressivo avvento delle macchine – per tutta la prima parte del Novecento – modifica il rapporto tra le masse e il tempo libero: larghe fasce di popolazione si trovano a disposizione – per la prima volta nella storia – una certa quota di tempo disponibile che va in qualche modo investita. Il divertimento di massa diventò un fenomeno sociale di grande rilevanza e stimolò la diffusione della narrativa popolare e del fumetto, del cinema, della radio e, naturalmente, dello sport.
L’ultimo decennio dell’Ottocento vide una serie di cambiamenti epocali: la corsa allo sfruttamento coloniale dell’Africa e i primi collegamenti telefonici internazionali, la nascita del Partito Laburista inglese e la scoperta della radioattività e dell’eroina.

NellInghilterra che si andava riempiendo di fabbriche bisognava raccogliere consenso per i nuovi ritmi richiesti dalle macchine e dalle produzioni industriali: lo sport si prestava perfettamente, perché era un’attività educativa con regole, complesse o semplici, limiti di tempo e di spazio, senso del lavoro di squadra; giochi già esistenti come calcio e rugby, con regole sommarie e primitive, vennero profondamente trasformati e adattati ai valori della società vittoriana; la loro diffusione iniziò nelle scuole inglesi, per diffondersi poi in tutto l’impero e, infine in tutto il mondo.

La nascita dello sport moderno è spiegabile, peraltro, anche per una spinta “interna” al mondo del lavoro: il desiderio di miglioramento personale portò in quegli anni moltissimi operai a frequentare società di ginnastica e circoli ciclistici, società podistiche, biblioteche e società di lettura.

A questo proposito sembrano significative le parole conclusive del congresso dell’Internazionale Socialista Giovanile del 1907.

La cultura fisica, quale si compie oggi in parte nei circoli di ginnastica, escursionismo canottaggio e nuoto è molto importante. Prima di tutto, è necessario sbarazzarsi del pregiudizio per il quale la cultura fisica non ha altro scopo che quello di rendere l’individuo più forte e atto allo scontro fisico. No, essa deve servire, oltre che a questo fine utilitario, un fine psicologico, estetico. In questo ordine di idee, i giochi all’aria aperta caratteristici del sistema inglese sono particolarmente raccomandabili. Senza dubbio, ci dobbiamo proporre, attraverso gli esercizi del corpo, di produrre una generazione più forte e sana e di fermare la degenerazione fisica causata dal capitalismo. Ma la ginnastica, lo sport e i giochi devono essere coltivati anche per se stessi, per la gioia estetica che essi procurano. La classe operaia è già troppo portata, a seguito della sua esistenza materiale sofferente e delle difficoltà della lotta, verso l’ascetismo. È necessario combattere questa tendenza; noi vogliamo maggiore felicità per i corpi come per lo spirito, maggiori gioie, sane, morali e nobili.”

Articolo precedente
Articolo successivo

Ultimi Articoli

  • All Posts
  • Alimentazione e politica
  • Alimentazione e salute
  • Alimentazione e società
  • Antropologia
  • Biologia
  • Cervello e Psicofarmaci
  • Diete e alimenti
  • Dipendenze e salute
  • Ecologia
  • Interviste e approfondimenti
  • Invecchiare bene
  • Malati e malattia
  • Movimento e salute
  • Salute e società
  • Sessualità
  • Storia dell'alimentazione
  • Storia della pallavolo
  • Storia delle droghe
  • Storia dello sport

Categorie

Il tuo piano alimentare personalizzato

Contattaci per un piano nutrizionale personalizzato, studiato appositamente per le tue esigenze.

Tag

Biologo Nutrizionista

Laureato in Scienze biologiche (110/110 e lode) all’università La Sapienza di Roma, iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi (n. 050515), membro dell’Associazione Biologi Nutrizionisti Italiani (ABNI), di Slow Food.

P.IVA 06459131006

Partners

Privacy Policy

Cookie Policy

© 2026 Designed by baraondastudio.it