Olimpiadi di Rio del 2016 (1)

Olimpiadi di Rio del 2016 (1)

Il 2016 era iniziato con l’annuncio dell’OMS dello scoppio dell’epidemia Zika che aveva creato grande apprensione per le Olimpiadi brasiliane); Hillary Clinton era diventata la prima donna candidata alla presidenza USA battendo il candidato socialista Bernie Sanders; i cittadini del Regno Unito si erano espressi – di misura – per l’uscita dell’Inghilterra dall’Europa (Brexit, ovvero Br(itain) exit)); a Nizza, in Francia, un fondamentalista islamico si era lanciato sulla folla del Lungomare causando 84 morti e oltre 200 feriti, mentre un fallito tentativo di colpo di stato in Turchia aveva causato 300 morti e migliaia di arresti.

I Giochi della XXXI Olimpiade di Rio de Janeiro erano stati i primi ad essere disputati in Sud America con oltre 11.000 atleti provenienti da 205 Paesi a contendersi 918 medaglie. Tra gli sport olimpici c’era stato il ritorno dopo moltissimi anni del golf e del rugby (nella forma del rugby a 7). La cerimonia di apertura del 5 agosto allo stadio Maracanã era stata realizzata con la regia di Fernando Meirelles.

Nell’atletica maschile per la terza volta il giamaicano Usain Bolt, aveva vinto 3 medaglei d’oro, consacrandosi come il più grande velocista della storia; oro nei 100 (con 9’81’’ davanti a Gatlin), oro nei 200 (19’78’’davanti al canadese De Grasse e al bianco francese Lemaitre), oro nella 4×100 con i soliti Powell, Carter e Blake (questa medaglia verrà revocata per il doping di Nesta Carter); il sudafricano Wayde van Niekerk era stato oro nei 400 con il record mondiale di 43’03’’, mentre nella 4×400 avevano primeggiato gli USA davanti alla Giamaica. Nel fondo per il somalo-britannico Mohamed Farah era arrivata, dopo Londra, la seconda doppietta 5.000-10.000 m, mentre l’oro nella maratona era andato a Eliud Kipchoge, che nel 2018 stabilirà il nuovo record mondiale (2h01’39”). Nell’atletica femminile si era distinta la giamaicana Elaine Thompson, oro nei 100 e 200 m e argento nella staffetta 4×100, dietro gli USA; nel mezzofondo la sudafricana Caster Semenya si era aggiudicata l’oro negli 800, dopo l’argento di Londra (diventato oro per la squalifica della Savinova); nel fondo record mondiale e oro nei 10.000 per l’etiope Almaz Ayana Eba; per la prima volta in 60 anni ’Italia non aveva vinto nemmeno una medaglia nell’atletica leggera (ma si sarebbe rifatta a Tokyo).

Nella ginnastica USA e Russia si erano divise la maggior parte delle medaglie (12 e 11); l’oro nel concorso a squadre maschile era andato al Giappone, davanti alla Russia, seconda anche in quello femminile dopo gli USA guidati da Simone Biles (nella foto), 4 volte campionessa olimpica; hacker russi avevano rivelato che durante i giochi la ginnasta afro-americana era risultata positiva a metilfenidato e acido ritalinico ma si trattava di sostanze assunte per la sua diagnosi di ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività); due anni dopo i giochi la Biles ha denunciato l’ex medico della squadra nazionale Larry Nassar per aggressioni sessuali, accusando l’USA Gymnastics di collusione e copertura dell’abuso (l’allenatore è stato  riconosciuto colpevole e condannato a una pesante pena detentiva).

Il ciclismo si era confermato terra di conquista per la Gran Bretagna, con 6 ori nelle gare in pista, lasciando al nostro Elia Viviani l’oro nell’Omnium; nella gara su strada aveva vinto lo svizzero Fabian Cancellara  (segue)

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Biologo Nutrizionista

Laureato in Scienze biologiche (110/110 e lode) all’università La Sapienza di Roma, iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi (n. 050515), membro dell’Associazione Biologi Nutrizionisti Italiani (ABNI), di Slow Food.

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