La salute sessuale è una delle più importanti dimensioni della nostra vita, dato che la sessualità umana è un fenomeno estremamente complesso nel quale entrano in gioco componenti biologiche, psicologiche e culturali. Nella nostra specie il sesso è diventato così importante nel momento in cui da semplice mezzo riproduttivo è evoluto in formidabile strumento di relazione e di comunicazione. Tutta la sessualità umana, in realtà, riguarda anche la relazione con noi stessi e con gli altri. Dal momento stesso in cui nasciamo il riconoscimento degli altri sarà quasi sempre legato al nostro sesso; crescendo la nostra identità sessuale avrà sempre un duplice riscontro: il sesso cui sentiremo di appartenere – la nostra identità di genere – e il sesso che gli altri ci attribuiranno – la nostra identità di ruolo. La sessualità si presenta, dunque, come una forma di comunicazione universale, necessaria per il pieno sviluppo dell’individuo. In più occasioni il massimo organismo mondiale in tema di salute si è occupato della sessualità. Già nel 1974 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si riferiva alla salute sessuale come al risultato di una “integrazione degli aspetti somatici, affettivi, intellettivi e sociali” delle persone che consentono la “valorizzazione della personalità, della comunicazione, dell’amore”. Per gli esperti OMS la salute sessuale delle persone è influenzata da diverse sfere: quella del comportamento sessuale, naturalmente, poi quella dei punti di vista e dei fattori sociali, l’area della salute mentale, quella dei rischi biologici e della predisposizione genetica, infine le aree delle malattie (malattie sessualmente trasmissibili,) e della violenza. La salute sessuale sembra il risultato di almeno 4 condizioni: 1) la capacità di apprezzare sia il comportamento sessuale in sé sia le sue finalità riproduttive; 2) l’assenza di sentimenti di odio, vergogna o colpevolezza; 3) l’assenza di false credenze e di altri fattori psicologici che possano ostacolare la relazione sessuale; 4) l’assenza di malattie o carenze organiche che interferiscano con le funzioni sessuali e riproduttive. (2007)
Gravidanza e contraccezione
Gravidanza e contraccezione, due temi della massima importanza, dato che ogni anno nel mondo le gravidanze indesiderate sono circa 15 milioni. In Italia una gravidanza su 4 è indesiderata e ogni anno vi sono oltre 7.000 gravidanze adolescenziali, ossia 7000 parti di ragazze minorenni. Il motivo? La ridotta diffusione dei metodi contraccettivi. Secondo i dati dell’Associazione italiana per l’educazione demografica, AIED in Italia quasi una donna su quattro in età fertile non usa alcun contraccettivo. La percentuale sale al oltre il 50{549819c886eef5e6ddc79b14eb6761d93ce67e120ea8d6713f3f621eb1d89f98} se si parla di donne che hanno il loro primo rapporto sessuale, più un altro 30{549819c886eef5e6ddc79b14eb6761d93ce67e120ea8d6713f3f621eb1d89f98} che utilizza il poco affidabile coito interrotto: in pratica solo una ragazza su cinque usa contraccezione efficace durante il primo rapporto. La scelta contraccettiva dipende da fattori medici, psicologici, relazionali, culturali e religiosi. La religione cattolica, in questo senso, accetta solo i cosiddetti metodi naturali, condannando ogni contraccezione chimica (pillola) o meccanica (preservativo, diaframma); nella religione ebraica, invece, la contraccezione è consentita, ma solo dopo aver già messo al mondo almeno due figli; l’Islam, infine, appare più aperto, consentendo la contraccezione, purché vi sia totale accordo tra i coniugi. La contraccezione naturale si basa su quattro cosiddetti metodi naturali: coito interrotto, metodo Ogino-Knaus, metodo Billings e metodo della temperatura basale. Il più praticato è sicuramente il coito interrotto, un metodo con tre evidenti criticità: a) non è assolutamente sicuro per evitare le gravidanze; b) non protegge dalle infezioni sessuali; c) in genere è piuttosto spiacevole per la coppia. Un altro sistema poco affidabile è il metodo Ogino-Knaus, basato sul calcolo matematico (ciclo breve meno 20, ciclo lungo meno 10) dei giorni fertili del ciclo mestruale e sulla conseguente astinenza. Molto simile e, quindi, ugualmente poco efficace, il metodo Billing, basato sull’astinenza nel periodo fecondo, stavolta calcolato sulla presenza e sulla consistenza del muco cervicale. Il più affidabile metodo naturale è quello della temperatura basale, misurata per via vaginale o rettale. Data la sua relazione con l’ovulazione, ci si astiene dai rapporti i quattro giorni successivi al rialzo della temperatura, che dovrebbe avvenire in corrispondenza dell’ovulazione. Appare evidente che i metodi contraccettivi naturali risultano alquanto impegnativi e imprecisi, ma soprattutto richiedono una buona conoscenza del proprio corpo. Pertanto, sembrano poco adatti sia alle adolescenti sia alle donne con cicli mestruali irregolari. (2007)