Il 2025 può essere definito senza esagerazioni l’anno perfetto per la pallavolo italiana. Mai, nella sua storia, il nostro Paese aveva saputo concentrare in soli dodici mesi una tale quantità di successi, sia con le nazionali sia con i club. Un dominio tecnico, tattico e culturale, riconosciuto da tutto il mondo del volley.

Nel massimo torneo europeo riservato ai club – la Champions League – l’Italia ha completato un en plein difficilmente ripetibile. Nel femminile la Imoco Conegliano ha conquistato il trofeo per il secondo anno consecutivo, vincendo – come l’anno prima –  una finale tutta italiana: nel 2024 aveva superato Milano, nel 2025 ha sconfitto Scandicci, con Milano nuovamente sul podio. Le squadre femminili italiane, inoltre, hanno trionfato anche nelle altre due coppe europee con Novara e Roma.
Nel maschile, la Sir Sicoma Monini Perugia ha completato la sua rincorsa al titolo continentale battendo in Polonia il Warta Zawiercie per 3-2, al termine di una delle finali più emozionanti dell’ultimo decennio.

Finita la stagione dei club, a metà luglio è arrivata la terza Volleyball Nations League femminile in quattro anni, con l’Italia imbattuta da dodici mesi. Ma il mese davvero memorabile è stato settembre, quando le nazionali italiane hanno compiuto un’impresa forse irripetibile: la doppia vittoria del titolo mondiale, maschile e femminile, evento che nella storia era riuscito solo alle nazionali dell’URSS molti decenni fa.

All’inizio di settembre, nelle Filippine, la nazionale femminile allenata da Julio Velasco ha difeso il titolo olimpico di Parigi conquistando il secondo oro mondiale consecutivo. In finale le azzurre hanno superato al tie-break la Turchia di Daniele Santarelli e della straordinaria Vargas, dopo una durissima semifinale vinta in rimonta contro il Brasile nonostante gli infortuni a Orro e Fahr.
Trent’anni dopo l’inizio dell’epopea della Generazione dei Fenomeni, anche il volley femminile italiano ha trovato una sua “età dell’oro”.

La replica maschile è arrivata alla fine del mese in Thailandia. L’Italia di Fefè De Giorgi, campione del mondo in carica, ha superato in finale una sorprendente Bulgaria allenata da Blengini (3-1), ex ct dell’Italia. Ma la partita simbolo del torneo era stata la semifinale: un perentorio 3-0 alla Polonia di Grbić, favorita della vigilia e guidata in campo dal cubano-polacco Leon.
Nelle premiazioni finali, Alessia Orro e Alessandro Michieletto sono stati scelti come migliori atleti delle due manifestazioni; ma, come sempre,in questo magnifico sport di squadra a vincere è stato il gruppo.

In anni difficili per molti sport di squadra italiani, il doppio trionfo mondiale e i risultati dei club rappresentano un segnale fortissimo per tutto il movimento. Il calcio maschile vive da tempo una lunga fase di declino, quello femminile è in crescita ma ancora distante dalle nazioni leader; il basket maschile alterna exploit e cadute, mentre quello femminile ha ritrovato competitività con il bronzo europeo. La pallanuoto resta una disciplina di tradizione e prestigio – l’unica insieme al volley a esprimere nazionali competitive in entrambi i settori – ma negli ultimi anni ha incontrato rinnovate difficoltà. Per questo motivo i risultati della pallavolo rappresentano molto più della somma delle medaglie: sono uno stimolo e un modello per un movimento enorme, con oltre 350.000 tesserati FIPAV e circa tre milioni di praticanti, e un possibile motore di rilancio per l’intero sport italiano (nella foto un murales di Roma dedicato a Paola Egonu)