Alfabeto del cibo è il nome di un intervento di educazione alimentare nelle scuole di Cerveteri e Fiumicino, che si articola in due incontri con gli studenti e i docenti di riferimento. Il primo intervento si propone di fornire spunti e proposte di lavoro sulla relazione tra cibo, salute ed ecologia, muovendosi in quattro possibili macroaree. La prima macroarea comprende il rapporto tra il cibo, il cervello e il piacere (legato al rilascio di dopamina ed altri neuro-mediatori). Si parla del cibo ultra-processato, ricco di zuccheri raffinati, grassi saturi e sale, con esempi delle bevande zuccherate in lattina (che contengono 8 cucchiaini di zucchero), del cosiddetto “cibo di conforto” (dolci, in particolare), della modalità di alimentarsi senza attenzione a ciò che si mangia (al cinema, davanti allo smartphone) e dei cibi che si associano maggiormente a fenomeni di dipendenza. La seconda macroarea è la dimensione sociale dell’alimentazione, legata al cibo della famiglia e degli amici, alle pubblicità e ai social, ai cibi identitari e alle tribù del cibo (vegetariani, vegani, crudisti,  fruttariani e altri). Vengono proposte le immagini del Ramadan islamico, di Masterchef, dei ristoranti dove si mangia tutto quello che si può (All you can eat), del cibo fotografato da ogni angolazione e postato sui social. Vengono messi a confronto prodotti di largo uso tra le giovani generazioni – creme spalmabili e biscotti – indicando come leggere le etichette nutrizionali. Per la carne, oggetto di aspra polemica tra gruppi favorevoli e contrari al suo consumo, si mostrano pubblicità di stampo opposto, sottolineando i messaggi a senso unico. Viene dato spazio anche alle pubblicità di prodotti dimagranti e messaggi dietetici per aumentare la massa muscolare. Si affronta la pubblicità dei prodotti rivolti ai giovani, ieri e oggi, con immagini degli sponsor dei Giochi olimpici e di Expo 2015 a Milano; si parla delle marche che dominano le pubblicità dei programmi per ragazzi e dei campioni dello sport che pubblicizzano una famosa catena di fast-food. Ci si chiede, infine,  quanto il cibo definisca ciò che siamo con immagini delle culture caratteristiche delle diverse regioni del mondo e si esaminano i diversi tabù alimentari, in particolare quelli riguardanti carne di maiale, insetti, carne bovina e latte. Nella macroarea cibo e salute si affrontano i Disturbi del Comportamento Alimentare, l’obesità e le diete stravaganti – come la dieta dei gruppi sanguigni ;  ci si sofferma sui modelli alimentari studiati  e confermati (come la Dieta mediterranea) sul rapporto tra alimentazione e sport. L’ultimo gruppo di argomenti è sulla relazione tra le nostre scelte alimentari e la salute del pianeta. Si fa vedere il diverso impatto sull’ambiente delle carni rispetto ai vegetali, attraverso la doppia piramide alimentare e ambientale; si danno, inoltre, indicazioni, per ridurre al minimo lo spreco di cibo in famiglia. Nella parte conclusiva dell’incontro vengono segnalate film e documentari che parlano del cibo e della salute, dell’agricoltura e degli allevamenti intensivi.  L’incontro si conclude con le immagini di due possibili modelli di approccio al cibo; da un lato il modello statunitense con cibo di bassa qualità a prezzi minimi e pochissimi piatti cucinati; dall’altro il modello italiano (e mediterraneo) con cibo meno economico, prevalenza di piatti cucinati e attenzione ai prodotti di qualità (come l’olio locale).

L’aspetto più importante del progetto è che le studentesse e gli studenti possano diventare protagonisti (e non solo destinatari) dell’intervento di promozione della salute, partecipando – insieme ai loro docenti –  tanto alla costruzione degli strumenti di indagine e dei suoi contenuti, quanto alla loro diffusione tra i loro coetanei. All’interno di questa visione  l’anno scorso l’associazione  internazionale  Slow Food è stata tra i primi firmatari di un appello per inserire l’educazione alimentare all’interno di ogni ordine di scuola, con l’obiettivo di fornire ai nostri giovani gli strumenti adeguati per capite come e con cosa nutrirsi.