Alle Olimpiadi di Sidney del 2000 nel nuoto Sidney aveva rappresentato una pietra miliare per gli atleti italiani; erano arrivati i primi 3 ori, più un argento e due bronzi, quarti nel medagliere dopo Stati Uniti (7 ori), Australia e Olanda. L’olandese Van den Hoogenband aveva battuto l’idolo di casa Thorpe sui 200 stile libero e il grande russo Popov sui 100, stabilendo in entrambe le gare il nuovo primato mondiale; per Ian Thorpe 3 titoli olimpici: nei 400 s.l. davanti al nostro Rosolino, e nelle staffette, battendo gli Stati Uniti; due italiani tra i grandi protagonisti di Sidney; per Massimiliano Rosolino oro nei 400 misti, argento nei 400 s.l. e bronzo nei 200 s.l.; Domenico Fioravanti con l’oro nei 100 e nei 200 rana (terzo Rummolo), è stato il primo atleta a vincere le due gare nella stessa olimpiade; in campo femminile ancora un’olandese a primeggiare: Inge de Brujin, con 3 ori nei 50 e 100 stile libero e nei 100 farfalla, tutti con record del mondo; nel nuoto sincronizzato era iniziato il dominio delle atlete russe: doppio oro, a squadre e nel duo, che si ripeterà ad Atene ed a Pechino; nei tuffi 5 ori su 8 alla Cina, 2 alla Russia; un oro e un argento per la cinese Fu Mingxia Fu. Nel ciclismo 5 ori la Francia, 3 l’Olanda e la Germania, 2 l’Italia; Paola Pezzo si era ripetuta nella mountain-bike, mentre Antonella Bellutti, era passata dalla vittoria dell’inseguimento di Atlanta a quella della corsa a punti; la stella del ciclismo era stata l’olandese Leontien Van Morseel (nella foto), capace di conquistare 3 medaglie d’oro e una d’argento su pista, a cronometro e nella corsa in linea, nonostante seri problemi con l’anoressia; nella corsa in linea maschile oro al tedesco Ulrich, davanti al kazako Vinokourov; nella cronometro bronzo allo statunitense Armstrong, futuro vincitore – dopato – di 7 Tour. Nella canoa 4 ori a testa per Ungheria e Germania; per noi oro nel k2 1000, con Rossi e Bonomi, e nel k1 500 con Josefa Idem; 2 ori per la tedesca Birgit Fischer, classe1962, che aveva vinto la sua prima medaglia olimpica 20 anni prima, nel 1980 a Mosca; nel canottaggio quinto oro olimpico in 5 olimpiadi per l’inglese Steven Redgrave; terzo titolo olimpico per il nostro Agostino Abbagnale, fratello della celebre dinastia campana, nel 4 di coppia; oro nel windsurf – classe mistral – per Alessandra Sensini, dopo il bronzo di Atlanta. Nella scherma Italia e Russia avevano vinto 3 ori a testa. Per Valentina Vezzali oro nel fioretto individuale, per Vezzali, Trillini e Bianchedi terzo successo consecutivo nel fioretto a squadre femminile; il terzo oro era venuto dagli spadisti Rota, Milanoli, Mazzoni e Randazzo che avevano doppiato il successo di Atlanta. Nel tiro la Cina aveva vinto più ori di tutti: 3 sui 17; per l’Italia un argento e un bronzo; nel tiro con l’arco dominio coreano – 3 ori su 4 – con l’eccezione del singolo vinto da una australiano. Nella boxe Cuba aveva mantenuto il ruolo di nazione leader con 4 ori su 12 e il terzo successo del massimo cubano Felix Savon che aveva ripetuto l’impresa del connazionale Teofilo Stevenson, vincendo tre titoli consecutivi nei massimi; nel sollevamento pesi la Cina si era aggiudicata 5 ori su 15; 2 ori anche all’Iran tra cui il titolo per atleti oltre i 105 kg; nel judo su 14 titoli 4 al Giappone, mentre il francese David Douillet era stato il primo judoka a salire per tre volte sul podio nella categoria dei massimi, oltre i 100 kg; oro per l’italiano Maddaloni nella categoria fino a 73 kg e 3 medaglie di bronzo; nella lotta solito dominio russo – prima sovietico – con 6 ori su 16, nel taekwondo 3 ori su 8 ai maestri coreani. Negli sport di squadra il torneo di basket aveva visto la sofferta vittoria statunitense (85-72) sulla Francia, terzi i lituani, quinta l’Italia. Nel volley oro olimpico alla Jugoslavia (3-0 alla Russia) dell’opposto Ivan Miljković, bronzo per l’Italia di Andrea Anastasi; in campo femminile secondo oro olimpico consecutivo per le pallavoliste cubane, guidate dalla grandissima Tai Aguero, in seguito naturalizzata italiana e due volte campionessa europea per l’Italia. Nel calcio vittoria del Camerun di Et’o che aveva rimontato due gol alla Spagna vincendo ai rigori, terzi il Cile, quarti gli USA; vittoria della Norvegia in campo femminile. Nella pallanuoto settimo oro olimpico per l’Ungheria (13-6 alla Russia), terza la Jugoslavia; nel baseball finale classica tra i “professionisti” statunitensi e i “dilettanti” cubani: oro agli Usa; nell’hockey su prato vittoria dell’Olanda in campo maschile, dell’Australia tra le donne; nella pallamano vittoria della Russia tra i maschi, della Romania in campo femminile. Nel medagliere finale gli Stati Uniti si erano riconfermati al primo posto con 40 ori, davanti alla Russia (32); la Cina aveva raggiunto il terzo posto con 28 ori, davanti all’Australia; 13 medaglie d’oro per la Germania, la Francia e l’Italia, 11 per l’Inghilterra; tra i piccoli Paesi le straordinarie 11 medaglie d’oro di Cuba, 11 titoli olimpici per una nazione di neanche 6 milioni di abitanti. Il 1 ottobre erano stai dichiarati conclusi i XXVII giochi olimpici. Alle elezioni presidenziali di novembre negli Stati Uniti il democratico Al Gore aveva ottenuto più voti, ma il meccanismo elettorale aveva sancito la vittoria di strettissima misura del repubblicano George W. Bush jr. A dicembre ad Afar, in Etiopia, erano stati trovati i resti fossili di un Australopithecus afarensis; lo scheletro, il più completo mai ritrovato, apparteneva ad una bambina di tre anni; il 31 dicembre erano veramente finiti il XX secolo ed il 2° Millennio d.C., anche se tutti avevano festeggiato il 31 dicembre 1999