Il tempo dei tigli di Olga Tokarczuk

Il tempo dei tigli di Olga Tokarczuk

  1. “La Strada maestra è fiancheggiata da tigli. Sono gli stessi che erano lì fin dall’inizio dei tempi e che vi rimarranno sino alla fine. Hanno tronchi massicci e radici che si insinuano nelle profondità della terra, dove incontrano le basi di tutto ciò che vive”.
  2. “D’inverno i loro rami possenti gettano ombre distinte sulla neve, segnando così le ore del breve giorno. In primavera i tigli mettono milioni di foglie verdi, che diffondono il sole sulla terra.”.
  3. “D’estate i loro fiori profumati attirano nugoli di insetti. In autunno, i tigli aggiungono un tocco di rosso e marrone a tutto il borgo”.
  4. “Come ogni pianta i tigli vivono in un sogno eterno, il cui inizio è racchiuso nel seme dell’albero. Il sogno non cresce, non si sviluppa insieme a esso, rimane immutato”.
  5. “Gli alberi sono imprigionati nello spazio, ma non nel tempo. A liberarli dal tempo è il loro sogno, che è eterno, non più animato da sensazioni, come quello degli animali, né visitato da immagini, come quello degli uomini”.
  6. “Gli alberi vivono attraverso la materia, attraverso il flusso degli umori che sgorgano dalla profondità della terra e il movimento delle foglie che seguono il sole”.
  7. “L’anima dell’albero si riposa dopo molte peregrinazioni. L’albero conosce il mondo solo grazie alla materia. Percepisce il temporale come un flusso di volta in volta caldo e freddo, pigro e violento. Quando si scatena, tutto il mondo diventa temporale”.
  8. “Durante l’avvicendarsi dei quattro periodi dell’anno, l’albero ignora l’esistenza del tempo e il susseguirsi delle stagioni. Per lui tutti e quattro i principi coesistono. L’inverno è parte dell’estate e l’autunno della primavera”.
  9. “Ciò che gli uomini chiamano la morte degli alberi non è altro che una temporanea distruzione del sogno, che li avvicina all’esistenza inquieta degli animali. Quanto più chiara e acuta è infatti la coscienza, tanto più essa è dominata dalla paura. Ma gli alberi non raggiungono mai il regno dell’irrequietezza, che è proprio degli animali e degli uomini”.
  10. “Quando un albero muore, il suo sogno privo di significati e sensazioni penetra in un’altra pianta. Perciò gli alberi non muoiono mai. L’ignoranza della loro stessa esistenza comporta la liberazione dal tempo e dalla morte”.

(tratto dal libro “Nella quiete del tempo”- 1992, Bompiani – di Olga Tokarczuk, Premio Nobel per la Letteratura 2018; nella foto “Slitta sulla neve in una giornata di sole” di Peder Mørk Monsted, 1914 )

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Biologo Nutrizionista

Laureato in Scienze biologiche (110/110 e lode) all’università La Sapienza di Roma, iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi (n. 050515), membro dell’Associazione Biologi Nutrizionisti Italiani (ABNI), di Slow Food.

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