L’eredità dell’Era Nucleare secondo Angelo Baracca
Ecologia
Angelo Baracca (1939 – 2023) è stato un professore fuori dai ranghi accademici. Ha insegnato all’Università (Meccanica quantistica) ma ha fatto anche militanza politica (in Democrazia proletaria e nei movimenti pacifisti ed antinucleari). Ha scritto molti articoli scientifici e libri, tra cui Materia e Energia con Arcangelo Rossi (Feltrinelli, 1978).
- “Nella disputa sull’inizio dell’Antropocene è già stata proposta, fra tante, una data netta, il 16 luglio 1945, quando il Trinity test esplose la prima bomba nucleare nel deserto di Alamogordo, inaugurando l’Era nucleare. Non ho alcun dubbio che l’Era nucleare abbia costituito una svolta estrema: una svolta con caratteristiche definitivamente irreversibili, ma che io vedo come un’accentuazione (un salto di qualità) del processo avviato dalla Rivoluzione Industriale Capitalistica”.
- “L’avvio della Prima Rivoluzione Industriale del XVIII secolo in Inghilterra ha inaugurato una svolta epocale nello sfruttamento e mercificazione della Natura e delle sue risorse, dando l’avvio a processi di produzione di merci realizzati in condizioni di temperatura e pressione, e attraverso reazioni chimiche artificiali, che l’ambiente naturale terrestre non è in grado di degradare“.
- “L’Era nucleare ha realizzato processi e prodotti artificiali che la Natura sulla Terra non è, e non sarà, assolutamente in grado di eliminare per i prossimi secoli: i problemi che ha creato non hanno soluzione, e continueranno ad aggravarsi tanto più quanto più il nucleare, civile e militare, verrà sviluppato”.
- “Da anni sostengo che il nucleare è una strada senza uscita e senza ritorno: una volta imboccata essa genera necessariamente prodotti artificiali che non sono eliminabili in alcun modo, sono estremamente pericolosi per la salute e l’ambiente (oltre a perpetuare rischi di proliferazione militare), e non possono essere custoditi in modo assolutamente sicuro”.
- “Ogni medico oggi è consapevole che qualsiasi uso di radioisotopi o di radiazioni ionizzanti a scopo terapeutico o diagnostico ha inevitabilmente degli effetti dannosi sull’organismo e la salute, e il ricorso ad essi va fatto solo in casi di comprovata necessità e con una rigorosa valutazione del rapporto costi-benefici”.
- “Le radiazioni nucleari, emesse nella trasformazioni dei nuclei, possiedono energie dell’ordine del milione di volte rispetto alle radiazioni emesse nelle transazioni elettroniche, che sono di natura elettromagnetica: le radiazioni nucleari (alfa, beta, gamma) ionizzanti hanno sempre sulle cellule viventi effetti devastanti”.
- “Sulla Terra avvengono certo processi nucleari, dovuti ad isotopi naturali instabili (radioattività naturale), che comunque non sono esenti da effetti nocivi: le rocce contengono il gas radon radioattivo, vi sono programmi di monitoraggio e si sconsiglia l’uso di certi materiali da costruzione perché contengono quantità rilevanti di radon”.
- “La grande ambientalista Rosalie Bertell (1920-2012) valutava 20 anni fa in ben 1 miliardo e 300 milioni le “vittime dell’Era nucleare”. Molte di queste vittime hanno nomi precisi: “Fino al 1963 i militari hanno effettuato i test nucleari in atmosfera, contaminandola. Si calcola che questi test abbiano causato in tutto il Pianeta un milione e mezzo di morti tra i bambini e due milioni di morti per cancro alle ossa, alla tiroide e per leucemia. Anche piccoli incrementi nelle radiazioni elettromagnetiche possono causare problemi di salute come cataratte e leucemie, possono alterare la chimica del cervello, la glicemia, la pressione sanguigna e la velocità cardiaca”
- “In questi 60 anni si è pensato solo al business di costruire nuove centrali nucleari, mentre si accumulavano crescenti, ed enormi, quantità di cosiddetti residui radioattivi (evito il termine comune di “scorie” perché tra i residui vi sono il Plutonio e gli attinidi che sono materiali di enorme interesse militare). Nessun paese al mondo ha ancora realizzato un deposito definitivo dei residui nucleari: sono state fatte molte esperienze, a volte si sono poi rivelate sbagliate, se non fallimentari”.
- “Per concludere, lasciamo a un numero indefinito di generazioni future un’eredità estremamente pesante, pericolosa, e pure costosa, che non è possibile eliminare e persisterà per il futuro prevedibile della società umana, e probabilmente sopravviverà ad essa. Possiamo chiamarlo il Nucleocene?” (dal saggio Antropocene-Capitalocene-Nucleocene: l’eredità dell’Era Nucleare è incompatibile con l’ambiente terrestre (e umano) di Angelo Baracca, pubblicato l’11.09.2018 su www.effimera.org; nella foto Demon downcast di Mikhail Vrubel, 1901)
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