Olimpiadi di Roma del 1960 (2)

Olimpiadi di Roma del 1960 (2)

Alle Olimpiadi di Roma il terzo grande sport olimpico, il nuoto,  fu come sempre  territorio di conquista per statunitensi, 9 ori su 15, e australiani, 5 ori; vi furono ottime gare e 7 primati mondiali furono migliorati (3 in campo maschile, 4 in quello femminile).
Nel pugilato Cassius Clay (al centro della foto), il futuro Muhammad Ali, vinse la medaglia d’oro nei pesi massimo-leggeri, ma la coppa che in ogni olimpiade premia il pugile migliore per stile e qualità tecniche andò ad un italiano, il triestino Nino Benvenuti, vincitore dell’oro nei pesi welter. Nel medagliere finale della boxe gli italiani prevalsero con 3 ori e 3 argenti (tra cui Lopopolo e Bossi). Nel sollevamento pesi proseguì la supremazia dell’Unione Sovietica con 5 ori su 7: Juri Vlassov, capace di tirar su oltre 530 kg fu soprannominato l'”Ercole di Roma”; nella lotta la Turchia con 6 ori su 16 rimase la nazione leader, ma si affacciarono sul podio nuove nazioni. Nel ciclismo gli italiani si misero in evidenza e conquistano 5 ori su 6, lasciando solo il titolo della corsa in linea ad un sovietico. Sante Gaiardoni vinse l’oro nella velocità e nel km da fermo. Nella scherma gli atleti sovietici si inserirono nella spartizione delle medaglie vincendo 3 ori e altri 2 li vinse l’Ungheria. Per l’Italia lo spadista Giuseppe Delfino vinse l’oro nella gara individuale e in quella a squadre.
Passando agli sport di squadra, nel calcio gli azzurri puntavano decisamente all’oro. La nazionale era allenata dal “paron” Nereo Rocco e aveva la sua stella nel giovane Gianni Rivera; dopo aver superato il Brasile nei quarti, in semifinale l’Italia affrontò la Jugoslavia: fu pareggio anche dopo i supplementari; allora si ricorreva al lancio della monetina: ci andò male, la Jugoslavia andò in finale e vinse l’oro sulla Danimarca. Nel torneo di basket sovietici e statunitensi dominarono i loro gironi imbattuti; in semifinale superarono Brasile e Porto Rico. In finale vinsero gli USA 73-59, terzo il Brasile, quarta l’Italia. La pallavolo, pur assai diffusa, non era ancora sport olimpico (inizierà a Tokio); il terzo sport di squadra delle Olimpiadi era la pallanuoto; il torneo si disputò con un girone all’italiana; gli azzurri vinsero tutte le partite tranne l’ultima con l’Ungheria, finita 3-3 ma con l’oro già matematico (nel “settebello” italiano il grande Eraldo Pizzo, allora ventenne). Nell’hockey su prato il Pakistan tolse per la prima volta l’oro ai maestri indiani, che si accontentarono dell’argento.
L’undici settembre 1960 si conclusero le XVII Olimpiadi moderne e, come a Melbourne, i Sovietici superarono gli Usa nel medagliere finale. L’Italia con 13 ori e 36 medaglie si posizionò al 3° posto della classifica generale davanti alla Germania unificata e all’Australia. Due mesi dopo John Fitgerald Kennedy vinse, di pochissimo, le elezioni e divenne il 35° presidenti degli Stati Uniti.

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Biologo Nutrizionista

Laureato in Scienze biologiche (110/110 e lode) all’università La Sapienza di Roma, iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi (n. 050515), membro dell’Associazione Biologi Nutrizionisti Italiani (ABNI), di Slow Food.

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