All’inizio degli anni ’60 uscì negli Stati Uniti Primavera silenziosa, un libro che avrebbe fatto epoca. L’autrice, Rachel Carson, era una biologa, una scienziata con la passione della letteratura, già famosa per una trilogia di libri sulla bellezza del mare e della natura. Con Primavera silenziosa la Carson lanciò la sfida ai grandi colossi dell’industria chimica statunitense, denunciando l’uso irresponsabile dei pesticidi e del DDT per gli effetti sugli ecosistemi naturali e sulla salute umana. Il direttore generale della Lipu, Danilo Selvaggi, qualche anno fa ha pubblica un ottimo libro (“Rachel dei pettirossi, 2022 Panbion), dedicato alla difficile genesi del libro di una scienziata che possiamo considerare la madre dell’ambientalismo contemporaneo. Dopo la pubblicazione del libro, Rachel Carson fu attaccata su tutti i fronti dall’industria chimica e da sedicenti scienziati e giornalisti pagati dalle multinazionali. Fu attaccata per il fatto che era una donna: nella logica maschilista di quegli anni le donne non potevano occuparsi seriamente di scienza. Fu attaccata sul piano personale, perché era una donna che aveva scelto di non avere figli, una condizione allora inaccettabile, considerata “antibiologica“. Fu attaccata, infine, per essere un amante della natura, e – addirittura – fu accusata di essere una spia al soldo dell’Unione Sovietica. Pensare di rispettare la natura, accettandone i beni ma anche i vincoli, confliggeva con l’ideologia capitalistica del “controllo della natura” , di cui erano paladini le industrie e l’agricoltura industrializzata. L’ultima accusa – essere al servizio del comunismo sovietico – farebbe ridere, data la sua infondatezza, ma era l’ultima risorsa di chi non aveva argomenti e voleva solo screditarla. Rachel Carson morì nel 1964, appena due anni dopo la pubblicazione del libro, per un cancro mal diagnosticato, ma riuscirà a vedere alcuni cambiamenti politici stimolati dalla sua opera. A partire dal 1963, infatti, grazie all’interessamento del Presidente John F. Kennedy, molte leggi di tutela ambientale verranno promulgate, nonostante il negazionismo delle lobby industriali. Un gran numero di statunitensi, inoltre, prese coscienza di quanto fosse pericoloso fidarsi ciecamente delle affermazioni degli industriali, quando raccontano che i loro prodotti sono sicuri e studiati a fondo. Il problema non riguarda ovviamente solo l’industria chimica. L‘industria del tabacco ha fatto lo stesso gioco per decenni, causando milioni di morti, nonostante si conoscesse sin dai primi anni ’50 la relazione diretta tra fumo di sigarette e cancro. Oggi l’industria alimentare del cibo ultraprocessato fa la stessa operazione, negando il legame tra il consumo dei suoi prodotti e la pandemia di obesità e diabete che sta riducendo l’aspettativa di vita in molti Paesi. La storia di Rachel Carson, donna e scienziata, sotto l’attacco dell’industria multinazionale è una storia di coraggio e determinazione, che ha molto da insegnarci. La biologa faceva parte del mondo scientifico, ma non accettava il riduzionismo e il negazionismo di molti suoi colleghi, e proponeva, invece (con una visone molto più scientifica dei suoi detrattori), un atteggiamento di prevenzione, precauzione e responsabilità.
In un’economia capitalista a cui manca la visione della complessità, un moderno ambientalismo dovrebbe continuamente ricordare le 4 Leggi informali dell’ecologia indicate da Barry Commoner nel libro Il cerchio da chiudere, uscito 9 anni dopo Primavera silenziosa. Commoner spiegava che “tutto è connesso con tutto”, ovvero gli ecosistemi sono sempre sistemi complessi e interconnessi. “Tutto, inoltre, deve andare da qualche parte”, ovvero in natura non esistono rifiuti, perché tutto viene riciclato. La natura sa il fatto suo: per Commoner voleva dire quanto fosse rischioso introdurre – senza studi approfonditi – migliaia di nuove sostanze in una biosfera vivente evolutasi per 4 miliardi di anni. Nulla viene dal nulla – la quarta legge di Commoner – infine, sottolinea che lo sfruttamento della natura comporta sempre un costo a livello ecologico. Alla luce di queste 4 fondamentali leggi ecologiche, non è difficile vedere quanto il modello dominante dello sviluppo capitalista sia un modello contro-ecologico. Primavera silenziosa è il libro che l’ha fatto vedere per la prima volta a decine di milioni di persone e per questo – come scrisse Times – “ha cambiato il mondo“.
(nella foto la copertina originale di Primavera silenziosa (Silent spring) il cui titolo si riferiva alla scomparsa del canto degli uccelli per l’uso massiccio di pesticidi)
