Le Olimpiadi di Monaco del 1972 erano i secondi giochi olimpici che si svolgevano in Germania, dopo l’edizione “nazista” di Berlino nel 1936.  Gli organizzatori volevano offrire al mondo l’immagine di uno Germania democratica ed ottimista. Dopo la strage degli studenti messicani di 4 anni prima, a Monaco il mondo assistette all’omicidio di 11 atleti israeliani da parte di un commando del gruppo Settembre Nero, un’organizzazione di terroristi arabi. I terroristi furono poi uccisi all’aeroporto cittadino durante la fuga (ne vennero catturati solo tre) e le gare ripresero nonostante la richiesta di molti di sospendere i giochi. Il 26 agosto 1972 si aprirono le XX Olimpiadi. Parteciparono 122 nazioni con oltre 7.000 atleti e un numero di atlete superiore a tutte le altre edizioni. Per la prima volta gli Stati Uniti non primeggiarono nel medagliere dell’atletica: con soli 6 ori finirono dietro l’Unione Sovietica  e la Germania Est; la velocità fu dominata dal sovietico Valerij Borzov, che vinse  100 e 200 m davanti a due statunitensi; terzo nei 200 il nostro Pietro Mennea; nel fondo grandissima impresa del finlandese Lasse Viren che vinse sia i 5.00 che i 10.000 (facendo anche il primato mondiale); 4 anni dopo a Montreal avrebbe realizzato la stessa impresa; al keniano Keino andarono i 3000 siepi.; un altro record del mondo lo realizzò l’ugandese John Aki-Bua: 47’’82 e oro sui 400 ostacoli; altri due record mondiali furono realizzati dallo statunitense Milburn nei 110 hs (13’’24) e dalla staffetta veloce USA (38’’19); il sovietico Viktor Sanejev vinse il secondo oro nel triplo, la staffetta del Kenya a sorpresa vinse l’oro nella 4 x 400. In campo femminile vi fu il dominio delle atlete tedesche dell’Est, mentre la nostra Paola Pigni vinse il bronzo nei 1500.

Nella ginnastica ancora 11 ori su 16 per sovietici e giapponesi (6 ori all’URss e 5 al Giappone); per i sovietici le stelle furono Andrianov e Klimenko, per i giapponesi Nakayama, Kato, Kenmotsu e Mitsuo Tsukahara; in campo femminile chiuse la sua splendida carriera olimpica – con il quarto oro –  Ludmilla Tourischeva (nella foto), l’ultima ginnasta “normale”, che passò le consegne alla connazionale sovietica Olga Korbutt, una piccola atleta capace di vincere 3 ori e un argento. Nel nuoto la nuotatrice australiana Shane Gould si aggiudicò tre ori, un argento ed un bronzo; ma il nuotatore simbolo di Monaco fu Mark Spitz che, con un fisico normale, conquistò 7 medaglie d’oro, 4 individuali e 3 di squadra. Per noi il solito oro nei tuffi dalla piattaforma per Klaus Dibiasi. Nella canoa e nel kayak dominio assoluto degli armi dell’URSS– 6 ori – e della DDR – 4 ori. Nel canottaggio dominio a ruoli invertiti: 3 ori alla DDR e 2 all’URSS.  I pugili cubani, da sempre protagonisti della disciplina, vinsero 3 ori; il grande Teofilo Stevenson rivinse l’oro nei massimi (a Mosca completerà il tris). Bulgaria e URSS fecero il pieno nei con 3 ori a testa. Tre grandi scuole di scherma si divisero il bottino olimpico: 2 ori ciascuno a Ungheria, URSS e Italia. Per l’Italia vinsero l’oro la squadra di sciabola di Michele Maffei e la fiorettista Antonella Ragno. Nel tiro un italiano – Angelo Scalzone – vinse l’oro, mentre nel tiro con l’arco gli Usa vinsero entrambi gli ori.

Negli sport di squadra il torneo di basket passerà alla storia per la finale tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica; l’Unione Sovietica a 3 secondi dalla fine, fu sorpassata con due tiri liberi (50-49); dopo un time-out contestato, Ivan Edeshko passò il pallone a Aleksandr Belov, che segnò i punti decisivi della vittoria sovietica, per 51-50; gli Stati Uniti sporsero un reclamo e  non si presentarono per ricevere la medaglia d’argento. Nella pallavolo si qualificano per le semifinali URSS (imbattuta) e Bulgaria, Giappone (imbattuto) e Germania Est; fu il primo oro per il Giappone, argento alla DDR e bronzo all’URSS. In campo femminile oro all’URSS sul Giappone; per il bronzo derby tra Nord e Sud Corea, a favore delle prime. Nel calcio arrivarono ai quarti solo squadre dell’Est, le uniche ai tempi a schierare la miglior formazione; l’oro andò alla Polonia di Deyna e Gadocha sull’Ungheria, terza l’URSS di Blochin. Nell’hockey su prato i due Paesi asiatici che storicamente arrivavano in finale – India e Pakistan – finirono terzi e secondi: vinsero, a sorpresa, i padroni di casa della Germania. Nella pallamano vittoria alla Jugoslavia. Il medagliere finale vide l’URSS prevalere nettamente con 50 ori, secondi gli USA con 33, poi Germania Est con 20 e Germania Ovest con 13; quinto il Giappone. L’11 Settembre 1972 le XX Olimpiadi erano state dichiarate concluse. Tre mesi dopo il socialdemocratico Willy Brandt era stato eletto cancelliere della Germania e avrebbe iniziato la sua politica di apertura verso il blocco socialista. A Stoccolma lo scrittore tedesco Heinrich Boll aveva ricevuto il Premio Nobel per la letteratura.