Alle Olimpiadi di Città del Messico nella ginnastica Giappone e URSS si spartirono, come a Tokyo, le medaglie: 6 ori al Giappone, 5 all’Unione Sovietica e 30 medaglie su 42 ad atleti dei due Paesi; gli eroi dell’edizione messicana furono i giapponesi Sawao Kato (nella foto), Akinori Nakayama, Eizo Kenmotsu e il sovietico Michail Voronin; tra le donne la protagonista fu una ginnasta cecoslovacca, Vera Caslavska, che riuscì ad aggiudicarsi 4 ori e due medaglie d’argento. Il nuoto fu una faccenda interna agli Stati Uniti: 21 ori su 29 andarono ad atleti a stelle e strisce; Debbie Meyer dominò lo stile libero dai 200 agli 800 m e vinse 3 ori; altri 4 atleti vinsero 2 ori: Michael Wenden (100 e 200 s.l.), Mike Burton (400 e 1500 s.l.), Claudia Kolb (200 e 400 misti) e il tedesco orientale Roland Matthes (100 e 200 dorso); Don Schollader vinse l’ultimo oro con la staffetta 4 x 200, Mark Spitz il primo in quella 4 x 100. Nei tuffi l’italiano Klaus Dibiasi si impose nella piattaforma da 10 metri e vinse il primo dei 3 ori consecutivi. Nel canottaggio solo la DDR vinse 2 ori (sui 7 complessivi); nel due-con gli italiani Baran e Sambo vinsero l’oro, anticipando le imprese dei fratelli Abbagnale. Dominio francese nel ciclismo con 4 ori su 7; per l’Italia oro nella corsa in linea; nella velocità oro al grande Daniel Morelon – che vincerà l’oro anche nel tandem – davanti al nostro Turrini. Nella boxe 3 ori all’Urss, 2 al Messico e agli Usa; nei massimi Gorge Foreman vinse l’oro e poi diventerà uno dei più grandi pugili professionisti di tutti i tempi. Anche nei pesi l’URSS primeggiò con 3 ori su 7. Nella scherma 3 ori all’URSS e 2 all’Ungheria; per l’Italia argento dalla sciabola a squadre di Michele Maffei.

Negli sport di squadra settimo oro consecutivo nel basket – il primo a Saint Louis nel 1904 – per i “marziani” USA; argento alla grande Jugoslavia di Kresimir Cosic che in finale perse 65-50; bronzo all’URSS di Sergey Belov e Paulauskas; poi Brasile, Messico, Polonia, Spagna e Italia (ottava); nella nazionale messicana giocava Manuel Raga, una delle più forti ali di tutti i tempi; alto solo 188 cm, saltava 110 cm da fermo; giocò 6 anni con l’Ignis Varese, vincendo 3 scudetti e 4 Coppe dei Campioni. Nella pallavolo oro all’URSS che vinse tutte le partite tranne quella con gli USA, argento al Giappone, bronzo alla Cecoslovacchia, poi DDR, Polonia, Bulgaria e Stati Uniti (penultimo il Brasile); stessa formula in campo femminile e anche qui vittoria dell’URSS con 7 vittorie su 7, secondo ancora il Giappone, poi Polonia, Perù, Corea, Cecoslovacchia (ultime le ragazze USA). Nella pallanuoto si qualificarono per le semifinali Ungheria (imbattuta) e Urss, Italia e Jugoslavia; la finale fu tra URSS e Jugoslavia, che vinse l’oro dopo i supplementari, terza l’Ungheria. Nel calcio l’Ungheria confermò l’oro di Tokio; nell’hockey vi fu il primo oro del Pakistan sull’Australia, con l’India terza. In testa al medagliere finale arrivarono gli Stati Uniti, grazie a atletica e nuoto, con 45 ori; al secondo posto l’Unione Sovietica con 29, terzo il Giappone con 11, l’Ungheria 10 e la Germania Est 9. Il 27 ottobre 1968 le XIX Olimpiadi furono dichiarate concluse. Una settimana dopo Richard Nixon vinse le elezioni presidenziali statunitensi. In Italia ad Avola la polizia sparò ai braccianti che scioperavano; a Milano Mario Capanna e altri studenti universitari contestarono l’inaugurazione della Scala lanciando uova e ortaggi.