Alle Olimpiadi di Seul nella ginnastica lo squadrone sovietico impartì una lezione umiliante al resto del mondo dopo la mancata partecipazione di 4 anni prima per il boicottaggio: 12 ori su 19, con il sovietico Vladimir Artemov tre volte medaglia d’oro. USA, Cina e Giappone, che avevano approfittato dell’assenza dell’URSS, quasi scomparvero dal medagliere; rimase solo la Romania, grazie a Daniela Silivas; l’erede di Nadia Comaneci vinse 3 ori individuali con lo stesso allenatore. A Seul nel nuoto, per la prima volta, gli Stati Uniti non primeggiarono nel medagliere; la colpa fu della tedesca orientale Kristine Otto (in seguito oggetto di sospetti per gli elevati valori di testosterone) che vinse da sola 6 medaglie d’oro, 4 individuali in 3 stili diversi (stile libero, dorso e farfalla) e 2 nelle staffette. Il mattatore in campo maschile fu lo statunitense Matt Biondi: 5 ori (50 e 100 stile libero, le tre staffette), 4 record mondiali, e un bruciante secondo posto nei 100 delfino, dove era favorito, dietro il nuotatore di Suriname Nesty (primo nuotatore nero a vincere un oro olimpico). Il terzo protagonista fu il sovietico Vladimir Salnikov, capace di vincere a 28 anni la medaglia d’oro nei 1500 stile libero; nei 400 misti il romano Stefano Battistelli con il bronzo diventerà il primo nuotatore italiano a salire sul podio nel nuoto. Nei tuffi seconda doppietta per lo statunitense Greg Louganis, mentre in campo femminile inizierà il dominio cinese che porterà le tuffatrici cinesi a vincere da allora tutte le medaglie d’oro nelle gare individuali, da 3 e da 10 metri: 12 ori su 12 sino a Pechino. Nella canoa e nel kayak si imposero atleti sovietici, tedeschi dell’Est, ungheresi e statunitensi; nel canottaggio vi fu il solito dominio della Germania Est (l’ultimo) con 8 ori su 14; per noi 2 belle medaglie d’oro e secondo posto nel medagliere grazie ai fratelli Abbagnale: Giuseppe e Carmine vinsero nel due con, Agostino nel quattro di coppia. Nel ciclismo sovietici e tedesco orientali – con 4 e 3 ori a testa – lasciarono le briciole agli altri partecipanti; male gli italiani. Per la seconda olimpiade consecutiva nella boxe furono assenti i pugili cubani, protagonisti in tutte le categorie da molti anni (a Barcellona vinceranno 7 ori su 12); il torneo ebbe molte critiche per alcuni verdetti troppo favorevoli ai pugili di casa coreani; per il nostro Giovanni Parisi oro nei pesi piuma. Nel sollevamento pesi e nella lotta dominio sovietico (6 ori su 10 e 8 ori su 12); Vincenzo Maenza si riconfermò oro nella greco romana, categoria dei 48 kg di peso. Nello judo nessun Paese prevalse in maniera particolare, neanche i padroni di casa coreani – solo 2 ori – né i vicini “maestri” giapponesi – un solo oro. Nel pentathlon il bi-campione olimpico di Los Angeles Daniele Masala vinse l’argento nella gara a squadre; l’altro campione olimpico Carlo Massello vinse l’argento sia a squadre – dietro l’Ungheria –  sia individuale. Nella scherma 3 ori ai tedeschi dell’Ovest e 2 ai francesi; per noi oro dal fiorettista livornese Stefano Cerioni, argento dalla solita Vaccaroni e due bronzi nella sciabola con Scalzo e Marin. Il ritorno del tennis – di cui non si sentiva proprio la mancanza – vide il successo della tedesca Steffi Graf (contro l’argentina Sabatini) e del ceco Miroslav Mecir, giocatore estremamente tecnico e dotato. Decisamente più adeguato al clima olimpico, fece la comparsa anche il tennis tavolo o ping-pong: la Cina vinse “solo” 2 ori su 4, gli altri andarono ad atleti di casa. Nei giochi di squadra a Seul la grande sorpresa fu la vittoria nel basket maschile dell’Unione Sovietica di Sabonis e Kurtinaitis (nella foto) sulla Jugoslavia di Divac, Rada e Kukoc (solo terzi gli USA). Nella pallavolo maschile torneo di altissimo livello con tutte le potenze del volley presenti: oro agli USA di Kiraly, poi l’URSS di Sapega e l’Argentina di Quiroga e Conte; in campo femminile oro alle sovietiche davanti alla sorpresa Perù, terza la Cina. Nella pallanuoto conferma della Jugoslavia, davanti a USA e URSS. Nel calcio maschile finale URSS-Brasile 2-1 (Italia quarta); nell’hockey su prato vittoria inglese sui tedeschi occidentali, nella pallamano maschile successo dell’URSS sulla Corea del Sud. Il 2 ottobre 1988 furono dichiarati conclusi i XXIV giochi olimpici; l’URSS, all’ultima partecipazione sotto questo nome, ottenne un successo straordinario nel medagliere finale con ben 55 ori contro i 36 degli statunitensi, superati dalla DDR; quarta la Corea (12 ori), poi Germania Ovest, Ungheria e Bulgaria. Per l’Italia 6 medaglie d’oro. Mentre le olimpiadi volgevano al termine, a Trapani era stato assassinato Mauro Rostagno, ex leader di Lotta Continua e responsabile della comunità di recupero Saman. Il giorno prima della chiusura dei giochi a Mosca Michail Gorbaciov aveva assunto la carica di capo del Soviet Supremo. A novembre il repubblicano George H. W. Bush,  aveva vinto le elezioni; una bomba aveva fatto esplodere un aereo sopra la cittadina di Lockerbie, in Scozia: 259 morti sull’aereo e 11 nel villaggio; il 29 dicembre 1988 era ufficialmente finita la guerra tra Iran e Iraq che, cominciata nel 1980, aveva fatto un milione e mezzo di morti, per lo più ragazzi  e ragazzini