Olimpiadi di Seul del 1988 (2)

Olimpiadi di Seul del 1988 (2)

Alle Olimpiadi di Seul nella ginnastica lo squadrone sovietico impartì una lezione umiliante al resto del mondo dopo la mancata partecipazione di 4 anni prima per il boicottaggio: 12 ori su 19, con il sovietico Vladimir Artemov tre volte medaglia d’oro. USA, Cina e Giappone, che avevano approfittato dell’assenza dell’URSS, quasi scomparvero dal medagliere; rimase solo la Romania, grazie a Daniela Silivas; l’erede di Nadia Comaneci vinse 3 ori individuali con lo stesso allenatore. A Seul nel nuoto, per la prima volta, gli Stati Uniti non primeggiarono nel medagliere; la colpa fu della tedesca orientale Kristine Otto (in seguito oggetto di sospetti per gli elevati valori di testosterone) che vinse da sola 6 medaglie d’oro, 4 individuali in 3 stili diversi (stile libero, dorso e farfalla) e 2 nelle staffette. Il mattatore in campo maschile fu lo statunitense Matt Biondi: 5 ori (50 e 100 stile libero, le tre staffette), 4 record mondiali, e un bruciante secondo posto nei 100 delfino, dove era favorito, dietro il nuotatore di Suriname Nesty (primo nuotatore nero a vincere un oro olimpico). Il terzo protagonista fu il sovietico Vladimir Salnikov, capace di vincere a 28 anni la medaglia d’oro nei 1500 stile libero; nei 400 misti il romano Stefano Battistelli con il bronzo diventerà il primo nuotatore italiano a salire sul podio nel nuoto. Nei tuffi seconda doppietta per lo statunitense Greg Louganis, mentre in campo femminile inizierà il dominio cinese che porterà le tuffatrici cinesi a vincere da allora tutte le medaglie d’oro nelle gare individuali, da 3 e da 10 metri: 12 ori su 12 sino a Pechino. Nella canoa e nel kayak si imposero atleti sovietici, tedeschi dell’Est, ungheresi e statunitensi; nel canottaggio vi fu il solito dominio della Germania Est (l’ultimo) con 8 ori su 14; per noi 2 belle medaglie d’oro e secondo posto nel medagliere grazie ai fratelli Abbagnale: Giuseppe e Carmine vinsero nel due con, Agostino nel quattro di coppia. Nel ciclismo sovietici e tedesco orientali – con 4 e 3 ori a testa – lasciarono le briciole agli altri partecipanti; male gli italiani. Per la seconda olimpiade consecutiva nella boxe furono assenti i pugili cubani, protagonisti in tutte le categorie da molti anni (a Barcellona vinceranno 7 ori su 12); il torneo ebbe molte critiche per alcuni verdetti troppo favorevoli ai pugili di casa coreani; per il nostro Giovanni Parisi oro nei pesi piuma. Nel sollevamento pesi e nella lotta dominio sovietico (6 ori su 10 e 8 ori su 12); Vincenzo Maenza si riconfermò oro nella greco romana, categoria dei 48 kg di peso. Nel judo nessun Paese prevalse in maniera particolare, neanche i padroni di casa coreani – solo 2 ori – né i vicini “maestri” giapponesi – un solo oro. Nel pentathlon il bi-campione olimpico di Los Angeles Daniele Masala vinse l’argento nella gara a squadre; l’altro campione olimpico Carlo Massello vinse l’argento sia a squadre – dietro l’Ungheria –  sia individuale. Nella scherma 3 ori ai tedeschi dell’Ovest e 2 ai francesi; per noi oro dal fiorettista livornese Stefano Cerioni, argento dalla solita Vaccaroni e due bronzi nella sciabola con Scalzo e Marin. Il ritorno del tennis – di cui non si sentiva proprio la mancanza – vide il successo della tedesca Steffi Graf (contro l’argentina Sabatini) e del ceco Miroslav Mecir, giocatore estremamente tecnico e dotato. Decisamente più adeguato al clima olimpico, fece la comparsa anche il tennis tavolo o ping-pong: la Cina vinse “solo” 2 ori su 4, gli altri andarono ad atleti di casa. Nei giochi di squadra a Seul la grande sorpresa fu la vittoria nel basket maschile dell’Unione Sovietica di Sabonis e Kurtinaitis (nella foto) sulla Jugoslavia di Divac, Rada e Kukoc (solo terzi gli USA). Nella pallavolo maschile torneo di altissimo livello con tutte le potenze del volley presenti: oro agli USA di Kiraly, poi l’URSS di Sapega e l’Argentina di Quiroga e Conte; in campo femminile oro alle sovietiche davanti alla sorpresa Perù, terza la Cina. Nella pallanuoto maschile conferma della Jugoslavia, davanti a USA e URSS. Nel calcio maschile finale URSS – Brasile 2-1 (Italia quarta); nell’hockey su prato vittoria inglese sui tedeschi occidentali, nella pallamano maschile successo dell’URSS sulla Corea del Sud. Il 2 ottobre 1988 furono dichiarati conclusi i XXIV giochi olimpici; l’URSS, all’ultima partecipazione sotto questo nome, ottenne un successo straordinario nel medagliere finale con ben 55 ori contro i 36 degli statunitensi, superati dalla DDR; quarta la Corea (12 ori), poi Germania Ovest, Ungheria e Bulgaria. Per l’Italia 6 medaglie d’oro.

Mentre le olimpiadi volgevano al termine, a Trapani era stato assassinato Mauro Rostagno, ex leader di Lotta Continua e responsabile della comunità di recupero Saman. Il giorno prima della chiusura dei giochi a Mosca Michail Gorbaciov aveva assunto la carica di capo del Soviet Supremo. A novembre il repubblicano George H. W. Bush,  aveva vinto le elezioni; una bomba aveva fatto esplodere un aereo sopra la cittadina di Lockerbie, in Scozia: 259 morti sull’aereo e 11 nel villaggio; il 29 dicembre 1988 era ufficialmente finita la guerra tra Iran e Iraq che, cominciata nel 1980, aveva fatto un milione e mezzo di morti, per lo più ragazzi  e ragazzini

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Biologo Nutrizionista

Laureato in Scienze biologiche (110/110 e lode) all’università La Sapienza di Roma, iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi (n. 050515), membro dell’Associazione Biologi Nutrizionisti Italiani (ABNI), di Slow Food.

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