Il primo grande evento degli anni ’70 fu – nel 1971 – la guerra tra India e Pakistan per il Kashmir islamico; nel 1973 in Cile il generale Pinochet aveva preso il potere uccidendo il presidente socialista Salvador Allende; Margaret Thatcher aveva vinto le elezioni britanniche, l’Ayatollah Khomeini era tornato in Iran, dall’esilio di Parigi; gli anni ’70 erano finiti male: nel mondo la guerra tra l’Iran e l’Iraq di Saddam Hussein (che durerà fino al 1988), in Italia la strage di Ustica e la strage di Bologna.
Nella pallavolo italiana gli anni ’70 furono un decennio particolare: in uno sport praticato soprattutto nei centri piccoli e medi 3 titoli erano andati a Torino, 1 a Roma, 2 a Firenze, 2 a Modena; gli altri due campionati erano stati vinti da due outsiders: la Pallavolo (Paoletti) Catania di Pittera era stata la prima società siciliana a vincere un campionato nazionale; l’altra novità era stata l’Ariccia Volley, campione nel 1974-75, poi diventata Accademia dello Sport di Roma (nel 1977 porterà per la prima volta lo scudetto del volley nella Capitale). Nelle coppe europee, come negli anni 60, il dominio delle squadre dell’Est fu indiscusso: il CSKA Mosca vinse 4 titoli in 5 anni; nel 1972 la Ruini Firenze riuscì ad arrivare in finale con i cecoslovacchi del Brno; 8 anni dopo, nel 1980, la Robe di Kappa Torino – battendo un’altra squadra cecoslovacca (Bratislava) – fu la prima squadra occidentale a vincere la massima competizione europea, dopo 20 successi orientali.
Nel 1971 – 23 anni dopo l’Europeo di Roma, che aveva visto gli azzurri aggiudicarsi il bronzo – vi furono gli Europei a Milano; per la prima volta la RAI mandò in diretta televisiva 4 partite della Nazionale italiana di pallavolo; il podio fu il solito: oro all’Unione Sovietica (4° titolo), argento alla Cecoslovacchia e bronzo alla Romania, per l’Italia, nonostante la buona prestazione, l’ottava posizione, prima squadra non orientale; anche nel femminile vinsero le sovietiche. Nel 1972 l’Italia mancò per la terza volta la qualificazione olimpica; alle Olimpiadi di Monaco – funestate dall’attentato della formazione terroristica palestinese Settembre Nero contro la squadra di Israele – si qualificarono per le semifinali URSS, Bulgaria, Giappone e Germania Est; alla fine vi fu il primo storico oro per la nazionale giapponese maschile (nella foto), con argento alla DDR e bronzo all’URSS. In campo femminile oro all’Urss sul Giappone; per il bronzo derby tra Nord e Sud Corea, a favore delle prime; seste le giocatrici cubane. I Mondiali del Messico del 1974 furono i peggiori mondiali della storia della nazionale italiana maschile di pallavolo: 19° posto su 24 partecipanti; la vittoria andò – per la prima volta – alla Polonia del grande Skiba (in seguito allenatore della Nazionale italiana), seconda l’URSS, terzo il Giappone; Cuba e Brasile (8° e 9° posto) cominciarono la loro scalata ai vertici mondiali; nel femminile vittoria del Giappone sull’Urss e la Corea Sud. Agli Europei del 1975 di Belgrado all’Italia non bastò una squadra molto esperta (Salemme, Mattioli e Nannini, tutti con oltre 170 presenze azzurre): vinse l’URSS, poi la Polonia e la Jugoslavia di Milos Grbic, padre di Vladimir e Nikola; nel femminile ottavo successo in 9 edizioni per la nazionale sovietica femminile; per le italiane un incoraggiante nono posto, prima squadra occidentale. Nel 1976 la nazionale maschile riuscì – per la prima volta – a qualificarsi per le Olimpiadi; nel torneo olimpico di Montreal vi fu il primo titolo della nazionale polacca maschile, campione del mondo in carica, dopo una finale combattutissima contro i favoriti sovietici; di grande significato il terzo posto di Cuba, quarto il Giappone campione uscente, davanti alla Cecoslovacchia; per noi un’ottava posizione ed un’importante esperienza per Dall’Olio, Giovenzana, Goldoni, Lanfranco, Mattioli, Montorsi, Nannini, Nassi, Negri, Nencini, Salemme e Sibani; nel femminile secondo titolo per il Giappone, davanti a URSS e Corea Sud. Nel 1977 gli Europei si tennero in Finlandia, ad Helsinki; sesto titolo europeo per l’URSS, davanti a Polonia e Romania; per l’Italia il solito primo posto tra le squadre non orientali e la prima vittoria contro una squadra dell’Est. (segue)
